Progetto IILA “Agricoltura Spaziale”: ESALQ/USP avanza nella ricerca sull’agricoltura spaziale con test in microgravità
Proseguono le attività del progetto “Cooperazione Triangolare in Campo Spaziale Italia–Brasile–Angola – Agricoltura spaziale come motore strategico di innovazione per generare soluzioni applicabili all’agricoltura terrestre di fronte al cambiamento climatico”, promosso dall’IILA con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), in collaborazione con partner scientifici di Italia, Brasile e Angola quali: ENEA – Laboratorio Agricoltura 4.0; Agenzia spaziale italiana (ASI); Università Federico II di Napoli; GSSI (Gran Sasso Science Institute); Università Telematica Unimarconi; Agenzia spaziale brasiliana (AEB); EMBRAPA Hortaliças (Empresa Brasileira de Pesquisa Agropecuária); ESALQ/USP (Escola Superior de Agricultura Luiz de Queiroz da Universidade de São Paulo) e Istituto Superiore Politecnico del Cuanza Sul dell’Angola.
Nell’ambito delle attività della Fase I, la Scuola Superiore di Agricoltura “Luiz de Queiroz” (ESALQ) dell’Università di San Paolo (USP) ha avviato una nuova fase di sperimentazioni dedicate allo studio del comportamento delle piante in condizioni di microgravità, consolidando il proprio ruolo nella ricerca internazionale sull’agricoltura spaziale. L’iniziativa è stata illustrata da ESALQ nella notizia “ESALQ realiza pesquisas de agricultura espacial com testes em microgravidade”, pubblicata il 30 luglio 2026 e disponibile all’indirizzo: https://www.esalq.usp.br/2026/07/30/esalq-realiza-pesquisas-de-agricultura-espacial-com-testes-em-microgravidade/.
Le attività di ricerca sono finalizzate ad approfondire gli effetti dell’assenza di gravità sui processi fisiologici delle colture e a sviluppare soluzioni innovative per la produzione sostenibile di alimenti destinati alle future missioni spaziali di lunga durata. Parallelamente, i risultati attesi potranno essere trasferiti all’agricoltura terrestre, contribuendo allo sviluppo di sistemi produttivi più resilienti, sostenibili ed efficienti nell’impiego di acqua, nutrienti ed energia.
Le sperimentazioni prevedono l’utilizzo di tecnologie in grado di simulare condizioni di microgravità, permettendo ai ricercatori di analizzare la germinazione, la crescita e lo sviluppo delle piante, nonché le loro risposte fisiologiche e metaboliche in ambienti estremi. Le conoscenze acquisite rappresenteranno un importante contributo alla progettazione di sistemi agricoli innovativi, in grado di supportare sia le future missioni spaziali sia l’adattamento dell’agricoltura terrestre alle sfide poste dai cambiamenti climatici.
La ricerca si inserisce nel più ampio ambito dei Bioregenerative Life Support Systems (BLSS), sistemi biologici integrati che consentono il riciclo delle risorse e la produzione sostenibile di alimenti, acqua e ossigeno, elementi fondamentali per la permanenza dell’uomo nello spazio.
Questa nuova attività conferma il valore della cooperazione scientifica tra Italia, Brasile e Angola promossa dal progetto IILA, dimostrando come la ricerca nel settore dell’agricoltura spaziale possa generare conoscenze e tecnologie innovative con ricadute concrete non solo per l’esplorazione dello spazio, ma anche per lo sviluppo di un’agricoltura terrestre sempre più sostenibile, resiliente e capace di rispondere alle sfide globali del cambiamento climatico.
